Omelia (spiritualità - catechesi - preghiera) - 1 agosto 2012



1. Questo è il giorno che ha fatto il Signore rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Sl. 118,24). All’inizio dei giorni, quando ancora non ne esisteva neppure uno, quando tutto veniva creato per mezzo di Cristo e in vista di Cristo, il Padre ha pensato al giorno santissimo della Resurrezione dell’unigenito Figlio suo. Giorno santo e benedetto nel quale noi pellegrini sulla terra pregustiamo i frutti dell’eternità beata. Il giorno della Resurrezione del Signore costituisce l’unica, la grande, l’intramontabile novità di tutta la storia. Ma noi sappiamo bene che la Sacra Scrittura chiama “giorno” non soltanto il corso del sole, che «come prode percorre la via» (Sal 19,6), ma ogni meraviglia compiuta dall’onnipotenza di Dio. Possiamo dunque dire senza titubanza che Maria è un giorno di Dio! Un raggio benedetto che si diparte dal sepolcro vuoto di Cristo e che illumina la storia di ogni giorno. Così la saluta S. Bernardo nel Canto di Dante Alighieri: «Qui sei a noi meridiana face di caritate» Si, Maria è un “giorno” di Dio! Un giorno splendente di luce, creato dall’amore del Padre per rischiarare le tenebre del mondo. Ma possiamo anche affermare che questo Santuario è un “giorno” di Dio, un raggio luminoso della resurrezione di Cristo. Gioiamo dunque per ogni “giorno” che Dio suscita nella sua Chiesa, lasciamoci illuminare dal “giorno”di Maria. Ogni battezzato è un raggio di luce che proviene dalla Resurrezione, chi non si lascia illuminare da questa unica novità, si condanna inesorabilmente alle tenebre e alla “vecchiaia” del cuore. Ciascuno di voi diventi giorno di Dio! Stasera mettiamoci in ascolto del cuore della Madre affinché anche noi possiamo divenire per questo mondo, immerso nella “valle oscura”, dei “giorni” che fanno splendere la luce di Cristo “sole che non conosce tramonto”. Nella vicenda terrena della Madre di Dio ci pare di poter rintracciare “tre giorni”, che simili a quelli che precedettero la Resurrezione di Cristo, hanno fatto di Maria un “giorno” che ha per nome: fiducia. Per quello che lo Spirito ci concede cerchiamo di entrare nel cuore di Maria in questi tre giorni simbolici, quasi un pellegrinaggio verso il cuore della madonna di Mompileri. 2. “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1,25”) Nelle parole dell’angelo rivolte a Maria possiamo apprendere come vengono utilizzate due immagini dell’Antico Testamento. Innanzi tutto facendo riferimento allo Spirito che alle origini del mondo aleggiava sugli abissi (Gn 1,2) ci viene presentato l’evento dell’annunciazione come una nuova creazione. Si tratta di un inizio nuovo della storia e nella storia, di un nuovo principio. Dio stresso comincia di nuovo a creare l’uomo, si tratta del nuovo Adamo. Il cuore di Maria è il luogo privilegiato di questo nuovo inizio, ella permette a Dio di incominciare nuovamente. E’ posta in gioco tutta la sua libertà, Maria nel dialogo con Gabriele, insolito visitatore, sceglie di interrompere i suoi percorsi per permettere a Dio di segnare un nuovo inizio. Diventa così la Madre della creazione nuova e il suo cuore lo spazio privilegiato per iniziare nuovamente. Possiamo dunque dire che il cuore di Maria è la fiducia di Dio, in Lei Dio può constatare l’opera della sua grazia e così può dare un nuovo inizio all’umanità. La seconda immagine ci aiuta a completare la prima. L’ombra di cui parla l’angelo, fa riferimento alla nube che stendeva la sua ombra sul tempio per indicare la presenza misteriosa di Dio. Maria è dunque la nuova tenda sulla quale Dio stende la sua ombra, Maria è la nuova arca dell’alleanza. Dio si rende visibile e presente grazie a Maria. Comprendiamo così che il Dio di Israele è presente nella storia tramite gli uomini e le donne che fanno spazio a Lui. Essi sono, per così dire, il Suo nome nella storia, grazie a loro egli ha un nome, per loro e in loro egli diventa accessibile. Con Maria in questo luogo santo, Dio ha segnato un nuovo inizio dopo la devastazione del fuoco. Ella è stata ancora una volta Colei che ha fatto spazio a Dio a Mompileri, e Dio, dopo la lava devastatrice è ripartito da qui. Dio attende che noi gli offriamo spazi per ripartire. Il cuore di Maria ha creato lo spazio per dare un nuovo inizio, anche il nostro cuore può creare questo spazio, e dare così un nome a Dio nella storia. Il cuore di Maria ci ispira la fiducia che è possibile dare un nuovo inizio alla nostra vita. Permetti a Dio di iniziare di nuovo! Non togliere al Creatore il diritto di ri-creare! Apri, come Maria, il tuo cuore e assisterai ad una nuova creazione. Si, permettete a Dio di incominciare nuovamente! Mompileri è segno tangibile, che chiunque fa spazio a Dio può iniziare di nuovo dopo ogni devastazione della vita. Il Signore di tutte le misericordie non guarda e non punta il dito sula male e sulla devastazione, ma su quello spazio pulito dal quale ricominciare. A Pietro invaso dalla lava distruttrice del rinnegamento, Gesù non chiede conto del peccato, ma ricerca e rafforza lo spazio dell’amore se pur piccolo, ma ancora presente. 3.” ‘Donna ecco tuo figlio’, poi disse al discepolo ‘Ecco tua madre’” (Gv 19,26-27) Con queste parole Gesù, come prima aveva istituito l’eucaristia dicendo: “questo è il mio corpo”, ora istituiva la maternità di Maria, dicendo: “questa è tua madre”. Proprio in queste parole possiamo rintracciare un secondo “giorno” di Maria. Troppo spesso abbiamo pensato a Maria come colei che è immersa nella luce di una conoscenza suprema. Là ella arrivò, certo, ma solo dopo Pentecoste, per tutta la vita il suo fu un pellegrinaggio nella fede e in questo pellegrinaggio Ella fu sola con Dio. Ci pare di poter dire che la seconda caratteristica del cuore di Maria in questo luogo, è la capacità di sostenere la solitudine della fede. Mentre tutto intorno era morte Ella, da sola, vegliava e resisteva nelle viscere della montagna. Come Maria ha potuto sopportare tutto ciò che Dio gli ha chiesto? La cosa più grande e più terribile di tutta la sua vicenda, è stata la solitudine. Quanto spavento dopo le parole dell’angelo, quando ella capi che il suo cuore non doveva più appartenere a se stessa, ma in tutto questo era sola. Con chi avrebbe potuto parlare? Anche Giuseppe poteva comprendere poco di quel mistero. Ella è stata sola. Ha sperimentato gioia sopra altra gioia e sofferenza sopra ogni altra sofferenza, ma in una solitudine abissale. Non era facile stare con Gesù, era buono, umile, ma possiamo noi immaginare cosa vuol dire avere Dio sottomesso? Se Pietro cadde in ginocchio dopo la pesca miracolosa, pensa con quale tremore amante la Vergine Madre si accostava a Lui! Quanta solitudine, quando si accorse che proprio a Nazaret veniva rifiutato. Gesù partì, ma Maria dovette nella solitudine sopportare gli sguardi di chi la giudicava madre di un sovvertitore. Poi le nubi si addensarono ed Ella continuò a sperare fino all’ultimo istante che tutto cambiasse. I tuoni tremendi del calvario fecero tremare il suo cuore solitario. Maria è Madre della fede, perché mai tale virtù si fa necessaria ed indispensabile come nei momenti della solitudine. Ella ci consegna la sua forza per affrontare la solitudine delle fede, solo attraverso la sua forza giungeremo alla luce piena della Pentecoste. Permettete a Dio di condurvi sui sentieri della fede anche quando questa richiede la solitudine. La solitudine, quasi spaesata, di questo venerabile Santuario ci ricorda la solitudine di Maria mentre la lava incandescente scendeva e sembrava divorare ogni cosa. Come è proprio vero che quando la lava del risentimento, dello scoraggiamento e del peccato scende imperterrita, ci si sente soli. In questi momenti che abbiamo bisogno della mano di Dio che ci sostiene. Mompileri: presenza di Dio nella solitudine umana. 4. “Non abbiamo noi gettati tre uomini legati?” (Dn 3,91) Sostare a Mompileri, è come entrare nella fornace di cui ci parla Daniele e dove furono chiusi, tra le fiamme i tre giovani. In quell’episodio biblico è detto che «l’angelo del Signore, che era sceso con Azaria e i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco, e rese l’interno della fornace come un luogo dove soffiasse un vento pieno di rugiada» Al termine il re così esclama: «Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: "Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". "Certo, o re", risposero. Egli soggiunse: "Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell`aspetto a un figlio di dei» (Dn 3,91-92). Nabucodonosor, stupito e meravigliato è costretto a constatare tre fatti. I giovani che erano legati ora sono sciolti; il fuoco che doveva bruciare non ha neanche lambito la vita dei tre ragazzi; è presente un quarto personaggio simile ad un figlio d’uomo. In tutti questi tre elementi è contenuto un grande valore simbolico. Nel legame possiamo bene intravedere i tre consigli evangelici che forse dovremmo riscoprire come vocazione di tutti i battezzati Non solo i religiosi, ma tutti i battezzati, siamo in qualche modo chiamati ad una obbedienza alla Parola, ad un povertà nel distacco, ad una castità che è abbandono totale a Dio. Quello che può apparire un legame o una privazione è la vera garanzia di libertà Solo chi si lega fortemente a Dio resta libero nel cuore dinanzi a qualsiasi tirannia. Nel fuoco che tutto devasta, come fece un giorno la lava a Mompileri, possiamo intravedere ogni male e ogni peccato che tutto distrugge, ma apprendiamo, per nostra consolazione, che una brezza, chiara profezia dello Spirito, ci custodisce. Lo stesso Spirito che custodì i tre giovani e che un giorno custodì la venerata immagine della Madonna della Sciara. Infine, la presenza di uno simile a figlio d’uomo, presenza non prevista e non prevedibile dal grande Nabucodonosor, è il Cristo, che cammina con noi tra le fiamme del tempo e della storia e misteriosamente ci protegge. Ma possiamo anche dire che Maria è, unitamente al Figlio suo, celeste pellegrina che ferma la lava devastatrice del male e ci “scava” una grotta nel suo cuore per proteggerci. 5. Preghiera Si, Madonna della Sciara, conserva nel nostro cuore uno spazio di cielo, dove Dio possa trovare un nuovo inizio per la sua creazione. Custodisci benigna l’amore che lo Spirito ha riversato nei nostri cuori. Fa, o Vergine di Mompileri, che la solitudine che invade il nostro cuore quando il fuoco ci minaccia, sia illuminata dalla tua celeste compagnia, affinché la fede sia custodita e Dio trovi intatto nel giorno del Calvario, il “si” del giorno dell’Annunciazione. Signora del giglio e della rosa, legaci, con dolci legami al tuo Gesù; fa scendere sui nostri cuori riarsi la rugiada dello Spirito e proteggici, oggi e sempre, dalle fiamme della vita Amen


Pietro Antonio Ruggiero (sacerdote)

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